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13 luglio 2013

Mi manchi come sempre

Oggi 14 luglio sarebbe stato il compleanno della mia mamma e solo oggi, qui sul blog, riesco a ricordarla nel giorno del Suo compleanno, dopo 11 anni che è mancata. 
Come avrete constatato in tutti questi anni di apertura blog non sono mai riuscita a festeggiare in questo spazio virtuale  le mie ricorrenze private; compleanni vari, anniversari...miei e dei miei affetti mancati o presenti. 
Il motivo? Non lo so neppure io, so solo che è sempre stato così.
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Quando mancò la mia mamma nutrivo tanta rabbia, esternavo parole cattive ... ero arrabbiata con il mondo intero, e mi facevo un sacco di  sensi di colpa, che tra l'altro mi faccio ancora. In quei giorni scrivevo col dolore dentro che fino ad allora non avevo mai provato. 
Ricordo  un pomeriggio in ufficio, a  pochi giorni dalla Sua scomparsa ebbi la sensazione di piegarmi in due, un dolore lancinante mi prendeva lo stomaco, come se qualcosa mi si spaccasse a metà.
Ho capito che solo in quel momento provavo il vero dolore. 
Feci finta di nulla e continuai il mio lavoro.
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Quando ad ottobre è uscita  la mia raccolta di poesia "LA MELODIA DEL CUORE" non sono  stata capace   di inserire gli scritti che avevo "per così dire , buttato", perchè quegli scritti erano solo miei e del mio dolore.
Oggi, per chissà quale strano motivo che però non riesco a trovare, e credo sia la prima volta appunto con una ricorrenza, sento di condividere un assaggio di quelle righe...accompagnate ancora con  una parte del mio dolore che provo tutte le volte che penso a Lei. Il tempo alleggerisce ma non ci fa dimenticare. 
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Questo scritto  che posto non lo ritengo " poesia " ma solo uno sfogo necessario di quel momento, ad un mese esatto dalla sua perdita;ricordo perfettamente che lo scrissi in ufficio ad un mese esatto dalla Sua scomparsa, alla stessa ora del pomeriggio. 
Mamma è mancata il giorno 3 marzo alle ore 14,00 - nel 2002 

oggi voglio augurarti MAMMA -  BUON COMPLEANNO...in questo modo  : 

Quanto ti ho voluto bene

Un mese, marzo … tremendo  
Stesso giorno 3 … maledetto
Stessa ora,  14.00 … oscura
mi hai lasciata.

Stavi male
con la tua febbre alta,
e noi  a guardarci,
increduli, incoscienti
pensando e sperando
che fosse un falso allarme
di quelli domabili,
di quelli vissuti,
 ma sempre vinti.

Le tue membra ci mancavano
sempre di più
e noi a guardarci
e noi a chiederci
e noi a …..!

Abbiamo chiesto aiuto
a chi non ce l’ha voluto dare,
anche tu non ci hai aiutati
forse non hai voluto 
cambiare il tuo destino!

Voglio dimenticare 
o ricordare per non cancellare
come tu, Donna forte, tenace,
hai abbandonato la vita,
hai lasciato tutti noi,
hai lasciato me
con l’amarezza dentro
per non averti saputo dire:

quanto ti ho voluto bene.

Carla Colombo
3 aprile 2002


Ho saputo scrivere anche  parole diverse  e stavolta raggruppate nella raccolta :

               La nostra fine                    

Quelle  attenzioni di amore;
leggeri aliti di brezza
in un mare in tempesta.

Quei  sospiri di vita;
lievi fiocchi di neve
per un iceberg alla deriva.

Quelle lacrime di dolore;
sbiadite perle di collana
per un cuore ormai fermo.

Quelle  paure,
quelle  ansie,
quelle  incredulità …
hanno germogliato
il mio nulla
il tuo tutto
e la nostra fine.

Carla Colombo
14 marzo 2002



Non ti ritroverò nel mio Natale

In un Natale qualsiasi vorrei ritrovarti
per sussurrarti parole che non hai udito,
per accogliere le tue mani ancora ferme,
per ammirare i tuoi occhi non ancora stanchi.

In un Natale qualsiasi vorrei ritrovarti
per quella favola mai vissuta,
per quel arcobaleno sempre stinto,
per quel sogno infranto e mai realizzato.

In un Natale qualsiasi vorrei ritrovarti
soave musica melanconica della mia vita,
leggera capinera di uno stanco mattino
colore flebile della mia ultima amara tela.

In un Natale qualsiasi vorrei ritrovarti
brezza mattutina in un giorno luminoso 
acqua vitale di un albero sempre verde
carezza antica di una  guancia desiderosa.

In questo Natale non ti ritroverò
per raccontarti parole nuove che non ti ho detto ,
per ridarti nelle mani il calore del cuore,
per illuminare i tuoi occhi di un nuovo colore.

Nei miei Natali non ti ritroverò mai più madre mia.


Carla Colombo
30 agosto 2007


Un Natale, quel Natale

Occhi stellari
di luce osannante.

Suoni scanditi
di rimembranze antiche.

Vetrine sfavillanti
di luci artefatte.

Dolci profumati
ai sapori casalinghi.

Assoluta,
esagerata lode
di un Natale
ormai perso,
introvabile,
come è introvabile
quella tua carezza
di un Natale,
quel Natale
che non sarà,
che non potrà
più essere mio.

Carla Colombo
settembre 2007


Tu eri il vento

Freddo,
pesante,
inerte
è sasso
il vuoto che mi assale.

Fragile,
debole,
smunta
è argilla
l’essenza della mia anima.

   Tu eri
   il vento forte
   ed io  
   il filo d’erba

Carla Colombo
gennaio 2010


Mi manchi sempre

Nasconde  il tuo sorriso,
l’impavido cielo
e dietro la costante
nuvola cupa
non ti vedo più.

Al   gioire del giorno,
quel giorno …
… non mi hai destata.


Carla Colombo
19 maggio 2010


La rosa eterna

Ti scorgo ogni giorno d’estate
nell’angolo assolato dell'amato giardino,
che mi ha vista bambina
giocare sul prato a primavera.

Nascosta tra le foglie del vecchio castano
sorvegli instancabile
affetti che conservi nel cuore
nello scorrere lento  delle ore
rintoccate dalle meste campane.

Sei bella, sei unica, 
sei fiammante di colore vermiglio
e profumi d’essenza
da quel giorno che linfa ti donò 
una mano d'amore.  

I miei occhi increduli
adornati da solchi di vita
diventano luce  al vederti
e il volto ricamato dagli anni
ritrova carezze soffuse.

All’improvviso una mano
leggera mi sfiora i capelli
e ritorno bambina
… è mia madre
… con la carezza di allora.


Carla Colombo
7 luglio 2011

A mia madre che il 14 luglio festeggia il suo compleanno (ma non lo festeggerà)


… e te ne stavi

…e te ne stavi
con  luce fioca 
che cadeva dagli occhi,
sulla solita sedia raccolta
nell’angolo della vecchia cucina. 
Sullo sgabello  i piedi
stanchi del giorno
e la coperta di avanzi di lana
dai colori brillanti
copriva le ginocchia infreddolite.

…e punto dopo punto
con filo  sottile
lentamente sfilavi  con cura
dall’uncinetto ricurvo
candide trine preziose.
La telenovela alla tivù
raccontava di storie d’amore
e la luce tremula dall’alto
nascondeva agli occhi stanchi
il piccolo errore del punto.

…e riga dopo riga
intrise di amore
 splendevano ogni giorno
trine preziose di candido pizzo
cucite al tessuto di lino.
Tesori pregiati avvolgevi
che nascevano lunghe le sere
mentre fuori la neve
nell’annuncio della notte silente
cadeva come latte di nuvole.

…e se il sonno tarda a venire
 il divano è ristagno del cuore,
stringo forte il cuscino
imbottito di piume
e cesellato di bianco filet

…e con il tuo viso 
che ho dentro di me 
dormo serena …
…e sei qui...
ancora con me, mamma.

Carla Colombo
28 dicembre 2012 



Ciaoo Mamma - AUGURI - 
...guarda la tua rosa... è ancora fiorita, come 11 anni fa.... 


e come lo è sempre.... anche in antunno.